Regole, albi. Il punto sulle primarie e sull’assedio degli oligarchi a Bersani
Domani l’assemblea del Pd si riunirà per votare la modifica allo statuto che consentirà a Matteo Renzi, a Laura Puppato e a Sandro Gozi di partecipare alle primarie del centrosinistra – cosa che in teoria non sarebbe consentita dalle regole del Pd, secondo le quali alle primarie di coalizione il candidato del Pd è il segretario, ovvero Bersani, il cui mandato scade nell’ottobre 2013. Chi si augura che domani sarà il giorno giusto per capire quali saranno le regole di ingaggio rimarrà però deluso e dovrà aspettare la prossima settimana.
17 AGO 20

Roma. Domani l’assemblea del Pd si riunirà per votare la modifica allo statuto che consentirà a Matteo Renzi, a Laura Puppato e a Sandro Gozi di partecipare alle primarie del centrosinistra – cosa che in teoria non sarebbe consentita dalle regole del Pd, secondo le quali alle primarie di coalizione il candidato del Pd è il segretario, ovvero Bersani, il cui mandato scade nell’ottobre 2013. Chi si augura che domani sarà il giorno giusto per capire quali saranno le regole di ingaggio rimarrà però deluso e dovrà aspettare la prossima settimana (domani il Pd presenterà il suo orientamento, con proposta di doppio turno se nessun candidato raggiungerà il 50 per cento). E dovrà insomma aspettare che gli ambasciatori dei tre partiti che si presenteranno ai gazebo (Migliavacca per il Pd, Ferrara per Sel, Di Lello per il Psi) definiscano il regolamento finale. Lo faranno nei prossimi giorni e sarà in questa occasione che verrà sciolto anche il nodo chiave relativo a chi potrà votare al secondo turno (sia Vendola sia Renzi chiedono che al secondo turno possano accedere tutti gli elettori e non solo quelli che hanno partecipato al primo turno, e dovrebbe essere questa la decisione che prenderà la coalizione). Gli sherpa degli schieramenti (compreso Roberto Reggi per quanto riguarda i renziani) stanno lavorando per trovare un punto di equilibrio anche sulla storia dell’iscrizione all’albo delle primarie ed è probabile che si arrivi a una mediazione di questo tipo: ok all’albo (pubblico ma solo nel senso che sarà consultabile e certamente non on line) e invece niente via libera per le pre-iscrizioni.
Sotto traccia vi è poi un altro tema che accompagna la preparazione all’assemblea ed è il piccolo assedio che sta subendo Bersani da parte di alcuni importanti oligarchi del Pd. D’Alema, Letta e Veltroni, in privato, hanno fatto sapere al leader di essere contrari a questa formula di primarie ma nessuno di loro farà opera di ostruzionismo. Al contrario invece Beppe Fioroni, leader degli ex Ppi, sta chiedendo a Bersani di riflettere sull’opportunità di farle queste primarie (impossibile però tornare indietro) e di impegnarsi per rendere le regole niente affatto flessibili come invece vorrebbe Renzi (Fioroni, oggi, è leader di una piccola minoranza del Pd ma all’interno dell’assemblea i suoi uomini hanno un pacchetto importante di voti tali da poter far mancare, in caso di necessità, persino il numero legale). La situazione dunque è fluida e in movimento (ieri 28 parlamentari del Pd hanno firmato un appello per chiedere a Bersani niente assurde limitazioni burocratiche alle primarie), ma alla fine sia i bersaniani sia i renziani sono convinti che una soluzione (non restrittiva) si troverà. Non domani magari, ma la prossima settimana sicuramente sì.